Il tuo problema
Il tuo problema è che non parlo.
Che resto in silenzio. Che i miei problemi nascono e muoiono dentro me, dopo che a risolverli sono stato sempre e soltanto io. Il vero problema è che se un ragazzo urla, sbraita e si fa sentire, se ti crea problemi e danni e guai puoi lamentartene. Se riesce a gestire autonomamente la propria vita senza dare fastidio che non sia ogni tanto un passaggio con la macchina, non sai che dire e ti appigli a ragnatele fragili.
Il tuo problema è che non ascolti. Che non ti accorgi quando parlo, se parlo seriamente, ma sei pronto ad attaccare se per sbaglio mi lascio andare ad una battuta. E non mi conosci. Mi sopporti come un peso e non mostri felicità della mia esistenza. Me ne andrei se il mondo fosse un posto migliore e se non amassi la mia stanza e i miei dischi.
Non cerco il confronto, perché il tempo cattivo maestro ti ha insegnato a non imparare, tantomeno da chi di tempo ne ha vissuto di meno. Non la chiamerei ignoranza, tantomeno stupidità. La chiamerei facoltà di non comprendere, come direbbero i cari Subsonica.
Il tuo problema è che non parlo, e vorresti che dessi fastidio per poterti lamentare, quindi ti lamenti di quello che non faccio.
Il tuo problema è che non ascolti, e non ascolti né me né gli altri che ti sono intorno.
Il tuo problema dovrebbe essere il tuo problema, e non essere anche il mio.
Mm
Effettivamente io un figlio con te lo farei.
Non adesso, ma lo farei. Un figlio perfetto
…a parte che provare a farne uno è molto divertente, e poi la cosa più importante che potrei regalare a mio figlio sarebbe una madre meravigliosa.
E poi potrebbe prendere la simpatia del papà e la bellezza della mamma.
E al momento della nascita, potrei prenderlo in braccio, guardarlo e dirgli
«Beh, che dire, ti è andata di culo, stronzetto».
Mm
ZioLinus+CuginoNicola+Jova+Fiorello+Mengons+Negramaro+FrankDJ+SarahJane+GU!
…che cazzo di serata. Perché DeeJay è molto più che una radio.
One Nation, One Station ma soprattutto One Love.
Come un coglione con le lacrime agli occhi.
Oyeah, I’m a Bimbominkia
Buon Compleanno DeeJay.
Grande da 30 anni!
L’Esperimento
Volevo provare, vedere cosa sarebbe successo seguendo ogni battito del mio cuore.
Era una specie di esperimento: mettere a tacere la ragione e lasciarmi muovere dalla pancia e dalle vene.
Non avere limiti, permettere al mio cuore di prendersi tutte le sue libertà.
Con questo spirito ho messo da parte le paure e ho iniziato il viaggio nelle sensazioni che avevo dimenticato, le attese, i silenzi e i bui in cui erano i respiri a fare luce.
Ma poi l’esperimento è fallito, e mi sono innamorato di te.
Meglio così.
Mm
Apologia del Belgioioso (ai Frutti di bosco) il giovedì pomeriggio davanti alla tv.
Non so chi sia a decidere certe cose, ma di certo resto interdetto dinanzi ad alcune inspiegabili sparizioni. Mi spiego: chi è che decide quando un prodotto, un oggetto, un tipo di biscotti, un gelato, un programma televisivo, uno yogurt, un giocattolo, una qualunque cosa per cui la gente letteralmente impazzisce debba non essere più creato e prodotto?
Forse sono gli stessi tizi, la stessa cricca di persone che ha formulato quella strana teoria secondo cui se muori presto, diventi automaticamente un mito. Robe che compravi tutti i giorni e che d’improvviso, sine cagione, spariscono da un giorno all’altro, restano nei ricordi di chi li amava e che ora vive nella speranza che qualche manager illuminato possa farli resuscitare e reintrodurli nel mercato. D’altronde va molto di moda ultimamente il revival anni ’90, un’epoca piena di cose stupende, proprio cose nel senso di oggetti.
Stanotte, non avevo voglia di cucinare quei pranzi notturni mastodontici che in confronto Alessandro Borghese è Winnie The Pooh e così ho ingannato il tempo e i succhi gastrici con un vasetto di Frùttolo. Alla fragola. Quelli di mio nipote. Certo, avrei potuto prendere uno dei miei yogurt naturalissiminovantanovepercentofrutta, ma vuoi mettere con il rosa fluo innaturale abboffato di coloranti made in Nestlè, e soprattutto quei 10 minuti spesi a fissare la pellicola chiedendoti dove cazzo vada l’accento della parola FRUTTOLO, se sulla U o sulla O?
Lì, mentre affondavo il cucchiaino in quel ricettacolo di dolcezza fruttata mi è salita una lancinante nostalgia del Belgioioso. Non la versione formaggio, ma quella yogurt, ai frutti di bosco. (Lo scandalo è che sul web non esiste una singola immagine del belgioioso. Che schifo). Viola, cremoso, dolcissimo e insoddisfacente, che se non ne mangiavi almeno tre non eri abbastanza sazio da stare tranquillo e attento a guardare tutta la puntata di Solletico.
Solletico: altra icona anni ’90, un programma per bambini intelligente e divertente, con giochi geniali e che aveva le puntate tematiche. Il giovedì c’era quella sulla musica e c’erano sempre degli ospitoni assurdi tra le popstar del momento. Pomeriggi spesi a tifare (a stagioni alterne) per i Ramarri Verdi e le Pantere Rosa, senza mai telefonare in studio, per chissà quale motivo.

Solletico, così come il Belgioioso, è sparito all’improvviso, senza lasciare una degna alternativa. Un po’ come il mai dimenticato Winner Taco, un capolavoro di ingegneria dolciaria composto da una mezzaluna di cialda ripiena di gelato alla vaniglia variegato al caramello sigillato da cioccolato croccante con noccioline: piaceva a tutti e vendeva tantissimo, quindi è ancora oscuro e alquanto incomprensibile per quale cazzo di motivo non lo facciano più.
Proprio come Michael Jackson, Jeff Buckley, Heath Ledger e tanti altri artisti scomparsi troppo presto, questi oggetti (a cui potrei aggiungerne infiniti, compresi migliaia di giocattoli il cui capofila sarebbe certamente lo storico robot Emilio) continuano a vivere nella scia del loro mito, nei ricordi di chi crede che gli anni ’10, uguali, identici, ma con il Belgioioso ai Frutti Di Bosco, con il Winner Taco, con Solletico al pomeriggio su RaiUno e tutte le altre vittime delle sparizioni incomprensibili, sarebbero anni molto, molto migliori.
Mm
p.s. In questo post sono stati volutamente evitati riferimenti a Bluvertigo, TRL, Mtv-quando-ancora-passava-musica perché non sono emotivamente pronto ad affrontare la questione senza piangere.
…e chissà se alle 3 e 20 forse dormi già
o posso dirti una volta ancora che ti amoI ricordi sono aspettative sterili
sono pagine obsolete rispetto al tuo prossimo sorriso stanco
Mm «Una Moneta»
…ti amo, non sai quanto…
18
A volte sono proprio infantile. Come ora che conto i minuti per un traguardo stupido e forse inutile…molto, forse troppo adolescenziale. Una di quelle cose che spesso mi infastidisce.
Mesiversario poi è proprio brutto come nome. Una costrizione forzata e idiota delle coppie che forse non hanno poi tanto da festeggiare. Noi regali ce ne facciamo quanti ci pare quando vogliamo, e che nonostante la distanza e le difficoltà siamo vicini e legati.
«Ma è passato solo un mese», diranno.
«È soltanto l’inizio», risponderò.
Più che mesiversario…è un bel ricordo in funzione del quale vivere la giornata.
Un mese fa, diventavo il ragazzo della ragazza per cui avevo perso altamente la testa.
Due mesi fa, le davo il primo bacio sulle labbra, con una naturalezza inaudita, come se non avessi fatto altro nella vita.
Buon Diciotto, amoremì.
Ti amo.
Mm
L’Assurdo Mestiere d’Amare
Non ho ancora la concezione che gli amori siano un qualcosa di passaggio.
Li vivo come fossero un tesoro da conservare.
Non concepisco l’idea di amore temporaneo.
Se sono innamorato voglio esserlo a lungo.
Sono innamorato e voglio esserlo a lungo.
Forse il tempo, m’insegnerà ad essere razionale, e un giorno chiamerò i miei amori «una mia ex». Eppure non è così che dovrebbe andare.
Perché un amore, anche passato, lascia qualcosa o non è stato amore. È stato soltanto la proiezione di ciò che sarebbe potuto diventare con l’impegno dei due quasiamanti, con lo spogliarsi dalle paure, con la confessione reciproca dei propri difetti e la donazione imperterrita dei propri pregi.
Se l’assurdo mestiere d’amare ha come conseguenza il dover necessariamente vivere d’un volto ed appartenere esclusivamente ad una persona… beh, non va vissuto come una costrizione, ma come un privilegio. Ci sono milioni di persone che vorrebbero amare ed è stupido sprecare il proprio amore non vivendolo, non rendendolo speciale, non volendolo far diventare una pagina dorata nel proprio diario.
È una mancanza di rispetto verso chi si ama, verso chi vorrebbe amare…
…e soprattutto verso se stessi.
Mm
Ti amo e voglio farlo a lungo, Lilie.
Questo amore
Questo amore
Che mi lascia in bilico ad attendere risposta
E che resta lì a ricordarmi che tutto va bene
Questo amore che sfida le leggi della lontananza e del senso comune
Della gente che parla e che chiede «…e lei dov’è?»
Questo amore
Incontrato a vent’anni
Rinchiuso nei sogni
Narrato nei fogli
Questo amore
Che sa essere amore senza abbracci, gelati e ricordi
Questo amore
Che voglio sentire, baciare, conquistare e dopo sposare
Questo amore In cui voglio credere, lasciarmi affogare e sommergere
Questo amore
che è così bello da non essere un amore normale
Questo amore
Che è così grande da essere molto più di un semplice amore.
Ti amo.
Mm
Pensavamo agli amanti di tutto il mondo e ci sembrava che nessuno si amasse come noi.
Oggi è un grande giorno per me come musicista e (soprattutto) come amico.
Esce «, Things» (con la virgola all’inizio, sia chiaro), il primo disco dei The Marvels.
Tre talenti uniti dall’amore per la propria musica e dalla passione smisurata per questo lavoro. Un album che non sarà perfetto, ma di certo è sincero e pieno di entusiasmo…zio Memme ci ha suonato i Synth ed è, de facto, il mio primo album da “Musicista” nonostante io non sia tale.
Resta che aspetto questo album, più che come amico di Ferdinando, Mario e Roberto, come un fan che aspetta il disco nuovo di una band che ha visto crescere e cambiare.
In bocca al lupo, Cos.
THINGS > Out Today!
Mm
Q:Ciao, ti amo.
Ecco, mi basta questo, per farmi sorridere.
Ed io non so sorridere, non ne sono capace.
Però tu mi stai insegnando a farlo…
Ti amo.
Signor Coraggio
Hai mai sentito il bisogno di andare avanti?
Di convincerti che non è finita? Io si.
Per questo in ogni angolo nascosto un lontano segnale di te. Lo cerco perché ho paura, perché il tempo è stronzo, lo spazio ancor di più.
Se penso a quando le stelle mi hanno assistito è stato sempre e solo perché eri al mio fianco.
Non vedi?
Le gambe tremano in tua assenza, i contorni sono sfocati, poco chiari.
Portami a scrivere nuovi obiettivi, a disegnarci una linea sopra una volta raggiunti.
Accompagnami oltre le mie possibilità, tra le pieghe di me che non conosco e non comprendo.
Portami sul letto, a chiudere gli occhi senza la paura di cadere, e accompagnami tra le labbra della donna che amo senza farmi impazzire chiedendomi se la perderò.
Perché ho bisogno di te per non restare immobile ad osservarmi diventare uno degli altri, a loro volta immobili ad osservare il tempo che gli scorre accanto mentre sono immobili.
Stammi accanto perché ne ho bisogno.
Tienimi la mano e muovimi le gambe.
Tienimi la mano e fammi battere il cuore, signor Coraggio.
Mm
Semplice… Ti amo.


