Apologia del Belgioioso (ai Frutti di bosco) il giovedì pomeriggio davanti alla tv.
Non so chi sia a decidere certe cose, ma di certo resto interdetto dinanzi ad alcune inspiegabili sparizioni. Mi spiego: chi è che decide quando un prodotto, un oggetto, un tipo di biscotti, un gelato, un programma televisivo, uno yogurt, un giocattolo, una qualunque cosa per cui la gente letteralmente impazzisce debba non essere più creato e prodotto?
Forse sono gli stessi tizi, la stessa cricca di persone che ha formulato quella strana teoria secondo cui se muori presto, diventi automaticamente un mito. Robe che compravi tutti i giorni e che d’improvviso, sine cagione, spariscono da un giorno all’altro, restano nei ricordi di chi li amava e che ora vive nella speranza che qualche manager illuminato possa farli resuscitare e reintrodurli nel mercato. D’altronde va molto di moda ultimamente il revival anni ’90, un’epoca piena di cose stupende, proprio cose nel senso di oggetti.
Stanotte, non avevo voglia di cucinare quei pranzi notturni mastodontici che in confronto Alessandro Borghese è Winnie The Pooh e così ho ingannato il tempo e i succhi gastrici con un vasetto di Frùttolo. Alla fragola. Quelli di mio nipote. Certo, avrei potuto prendere uno dei miei yogurt naturalissiminovantanovepercentofrutta, ma vuoi mettere con il rosa fluo innaturale abboffato di coloranti made in Nestlè, e soprattutto quei 10 minuti spesi a fissare la pellicola chiedendoti dove cazzo vada l’accento della parola FRUTTOLO, se sulla U o sulla O?
Lì, mentre affondavo il cucchiaino in quel ricettacolo di dolcezza fruttata mi è salita una lancinante nostalgia del Belgioioso. Non la versione formaggio, ma quella yogurt, ai frutti di bosco. (Lo scandalo è che sul web non esiste una singola immagine del belgioioso. Che schifo). Viola, cremoso, dolcissimo e insoddisfacente, che se non ne mangiavi almeno tre non eri abbastanza sazio da stare tranquillo e attento a guardare tutta la puntata di Solletico.
Solletico: altra icona anni ’90, un programma per bambini intelligente e divertente, con giochi geniali e che aveva le puntate tematiche. Il giovedì c’era quella sulla musica e c’erano sempre degli ospitoni assurdi tra le popstar del momento. Pomeriggi spesi a tifare (a stagioni alterne) per i Ramarri Verdi e le Pantere Rosa, senza mai telefonare in studio, per chissà quale motivo.

Solletico, così come il Belgioioso, è sparito all’improvviso, senza lasciare una degna alternativa. Un po’ come il mai dimenticato Winner Taco, un capolavoro di ingegneria dolciaria composto da una mezzaluna di cialda ripiena di gelato alla vaniglia variegato al caramello sigillato da cioccolato croccante con noccioline: piaceva a tutti e vendeva tantissimo, quindi è ancora oscuro e alquanto incomprensibile per quale cazzo di motivo non lo facciano più.
Proprio come Michael Jackson, Jeff Buckley, Heath Ledger e tanti altri artisti scomparsi troppo presto, questi oggetti (a cui potrei aggiungerne infiniti, compresi migliaia di giocattoli il cui capofila sarebbe certamente lo storico robot Emilio) continuano a vivere nella scia del loro mito, nei ricordi di chi crede che gli anni ’10, uguali, identici, ma con il Belgioioso ai Frutti Di Bosco, con il Winner Taco, con Solletico al pomeriggio su RaiUno e tutte le altre vittime delle sparizioni incomprensibili, sarebbero anni molto, molto migliori.
Mm
p.s. In questo post sono stati volutamente evitati riferimenti a Bluvertigo, TRL, Mtv-quando-ancora-passava-musica perché non sono emotivamente pronto ad affrontare la questione senza piangere.
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